Ogni lezione si compone di teoria, pratica e “altro”. 
La teoria verte ovviamente sui fondamenti della riflessologia plantare e sui suoi meccanismi di funzionamento. 
Vengono altresì mostrati ai partecipanti i metodi di interazione sensoriale con la persona che si va a trattare, gli schemi di lavoro e l’organizzazione del medesimo. 
La pratica è il perno di tutta la lezione: non si impara, se non si “fa”. 
Il docente illustra come posizionarsi efficacemente, come usare le dita, cosa osservare, cosa fare e cosa non fare. 
Quello che chiamiamo “altro” saranno esercizi di rilassamento, concentrazione, percezione energetica e anche qualche piccolo “gioco” utile a chiarire o esemplificare quanto è stato detto nella teoria o nella pratica. 
La lezione, pur nella sua serietà e stretta attinenza alla materia, non sarà dogmatica né accademica; saranno sempre benvenuti il commento, l’interrogativo, l’alternativa e la diversa interpretazione. 
Per favorire questa proficua interazione tra tutti i partecipanti, abbiamo deciso di eliminare le sedie, per cui, anche durante la teoria, allievi e docente staranno seduti per terra. 
 
 
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